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​Significato della Musica
nei romanzi e nelle opere non narrative
di Lev Tolstoj

La Masterclass è aperta a tutti, in particolare ai concertisti, appassionati
delle tradizioni musicali russe, e agli ammiratori di capolavori come
Guerra e pace e Anna Karenina.


Biografo del grande Tolstoj, Roberto
Coaloa
ci svela un lato poco noto del romanziere, raccontando la sua
passione per la musica, tra significati esoterici e massonici, del suo
mecenatismo nella Mosca dell’Ottocento, dei suoi rapporti con Anton
Rubinstein e dell’amicizia con la clavicembalista polacca Wanda
Landowska.

Slavista e biografo di Lev Tolstoj, Roberto Coaloa è noto per aver ritrovato degli
inediti di Tolstoj, pubblicati da Feltrinelli nel volume Guerra e rivoluzione,
giunto alla quarta edizione. Ha tradotto il duro attacco al Bardo di Tolstoj, Su
Shakespeare e il dramma (Libreria Utopia Editrice, 2016). Con Edizioni della
Sera ha pubblicato Lev Tolstoj. Il coraggio della verità, con la prefazione di
Goffredo Fofi.

Il sessantenne Tolstoj che scrive Sonata a Kreutzer è in una nuova fase della sua vita.
È il nobile penitente: un sensuale che incrimina i sensi, che adora reprimere ciò che
egli era, un cantore della vita. Rinnega la splendida creazione di Guerra e pace, con i
chiari di luna e gli amori, gettandosi a comporre un romanzo inquieto, come l’opera
alla quale si ispira: la «Kreutzer» di Ludwig van Beethoven.

Anni prima era un’entusiasta sostenitore della musica: con Perfiliev, Botkin e il suo
antico rivale, Mortier, Tolstoj contribuì a fondare quella Società musicale di Mosca
che poi ne divenne il Conservatorio. Tra i primi scritti di Tolstoj dedicati alla musica,
spicca il racconto Lucerna. L’opera più nota, tuttavia, è Sonata a Kreutzer.

Tolstoj, buon amateur di musica, s’ispirò a quella sonata di Beethoven, sebbene fosse
terrorizzato da quel movimento di «presto» (che assomiglia a un conflitto tra
pianoforte e violino, rivaleggianti nel possesso del leitmotiv). Quei due strumenti
sono nel racconto di Tolstoj un uomo e una donna, che si amano e si odiano.


Quella musica che scioglie le passioni è, ovviamente, anche la protagonista del libro.

L’amore diventa follia nell’uomo: implode in una frustrazione colossale, in un gioco
senza tregua tra padrone e servo, poiché la società ha trasformato quel sentimento in
una schiavitù legalizzata e brutale.

Nel matrimonio si litiga per un nulla, non per
gelosia, ma per un’atavica incomprensione, un’eterna rivalità: «Eravamo come due
prigionieri che si dibattono legati a una medesima catena, e cercano di guastarsi
reciprocamente l’esistenza, facendo finta di niente. Non sapevo nulla né degli altri né
di me stesso».


Tolstoj, nel monologo dell’uxoricida, supera anche il più cupo Dostoevskij:
«Credete che stia divagando? Niente affatto. Io vi sto solo raccontando come arrivai a uccidere
mia moglie»
.

Tolstoj non ha rivali tra i mostri sacri della letteratura russa. Vladimir
Nabokov scrisse: «Quando leggete Turgenev, sapete che state leggendo Turgenev.
Quando leggete Tolstoj, lo leggete perché non potete smettere».

Nella Sonata a Kreutzer esplodono le contraddizioni di Tolstoj pensatore.
Lui che ama la musica
trasforma Beethoven in un paraninfo: la melodia è responsabile dell’amplesso tra gli
innamorati.

In un modo assai originale Tolstoj confessa in quest’opera la sua gelosia
per la moglie, che poi sarà entusiasta ascoltatrice di un giovane musicista, Taneev,
che frequenta Jasnaja Poljana. Dire la verità sui suoi sentimenti, per Tolstoj è una
catarsi. Sonata a Kreutzer è quindi un’opera che ricerca la verità sull’amore. Libro
perfetto e inquietante sul tema della lotta tra passione dei sensi e ideale di castità, che
preannuncia Il diavolo e Padre Sergio (pubblicati postumi).
Sonata a Kreutzer è un libro che nasce nell’estate del 1887 in casa Tolstoj, durante
una riunione tra amici musicisti, e prende forma in un paio d’anni. Quando è
pubblicato, però, scatena il risentimento della moglie di Tolstoj e suscita un
immediato scandalo.

Il volume, ovviamente, non passa la censura russa, che trova
inaccettabile che il matrimonio venga definito da Tolstoj una «prostituzione
legalizzata». Il libro è quindi ritirato dal commercio. A questo punto interviene la
moglie dello scrittore, con un vero colpo di scena. Sof’ja agisce direttamente sul veto
andando a chiedere il permesso alla pubblicazione dallo Zar Alessandro III (contento
dell’opera di Tolstoj, mentre la Zarina ne resta choquée). Lo Zar Alessandro III resta
impressionato dall’ardire della moglie dello scrittore e concede il permesso di
pubblicare l’opera del marito nella collana da lei diretta. Un successo di Sof’ja
Andreevna, che scatena l’ira di Tolstoj e che soprattutto zittisce i commenti che si
erano diffusi sulla crisi della coppia, a proposito della gelosia dello scrittore per la
moglie “traditrice”.

Nel 1897-98, Tolstoj lavora al suo manifesti estetico, il trattato Che cos’è l’arte?
Dove espone in modo aperto il suo atteggiamento critico nei confronti della
situazione a lui contemporanea dell’arte e definisce l’arte autentica, compresa la
musica che egli preferiva in assoluto.
Non ama Wagner e il grande romanziere russo
usa l’ironia per confessare tale idiosincrasia per il musicista tedesco. Ricorda alcuni
personaggi eccezionali d’inizio Ottocento, come Byron, Leopardi e Heine, che
esprimono «il sentimento della noia di vivere».

Per Tolstoj, «il compito dell’arte del
nostro tempo è di trasferire dall’ambito della razionalità a quello del sentimento
questa verità: il bene degli uomini sta nella loro unione, e bisogna sostituire al regno
della violenza il regno di Dio ossia dell’amore che è per tutti noi lo scopo più alto
della vita umana»
.

Per Tolstoj l’arte e in particolare la musica sarà arte autentica solo
quando susciterà «un contagio di sentimenti» negli spettatori e negli ascoltatori.
Nel 1849, Tolstoj scrisse la sua unica composizione musicale, un Valzer che fu poi
inciso nel 1906. Tolstoj amava molto ascoltare le figlie Tat’jana e Marija o la cognata
Tat’jana Andreevna Kuzminskaja quando cantavano canzoni popolari. A Jasnaja
Poljana facevano visita molti musicisti, tra i quali la clavicembalista polacca Wanda
Landowska, che suonò per Tolstoj antiche melodie francesi ceche e tedesche. Il
musicista preferito era Chopin, ma Tolstoj amava anche Haydn, Weber e Mozart.
L’opera preferita era il Don Giovanni. Non poteva trattenere le lacrime ascoltando
l’Andante cantabile del quartetto per archi di Pëtr Il’ič Čajkovskij, che aveva
conosciuto personalmente, essendo l’allievo di un pianista che era solito suonare per
lui: Anton Grigorevič Rubinstein. Inoltre suonavano a Jasnaja Poljana il compositore
Taneev e il virtuoso, compositore e amico di Tolstoj, Aleksandr Borisovič
Gol’denvejzer.
Nel capolavoro Guerra e pace, l’importanza della musica è simboleggiata dalla
protagonista Nataša, che danza e canta in modo meraviglioso.

Roberto Coaloa propone ai partecipanti della Masterclass una “Bibliografia
essenziale” su Tolstoj:
Principale edizione russa
L. Tolstoj, Polnoe sobranie socˇinenij
(Raccolta completa delle opere in 90 volumi), Mosca 1928-
1958.


Edizioni italiane di alcune opere di Tolstoj per la Masterclass
R. Coaloa (a cura di), L. Tolstoj, Guerra e rivoluzione, Feltrinelli, Milano 2015.
G. Pacini (a cura di), L. Tolstoj, Guerra e pace, Feltrinelli, Milano 2014.
E. Guercetti (traduzione), L. Tolstoj, Guerra e pace, Einaudi, Torino, 2019.
G. Pacini (a cura di), L. Tolstoj, Anna Karenina, Feltrinelli, Milano 2013.
C. Zonghetti (traduzione), L. Tolstoj, Anna Karenina, Einaudi, Torino 2016.
G. Pacini (a cura di), L. Tolstoj, Sonata a Kreutzer, Feltrinelli, Milano 2014.
Principali edizioni italiane di carteggi, diari e scritti politici di Tolstoj
L. Tolstoj, Le lettere, 2 voll., Longanesi, Milano 1977-1978.
L. Tolstoj, I diari (1847-1910), tr. it. di Silvio Bernardini, Longanesi, Milano 1980.
L. Tolstoj, I diari, introduzione di Serena Vitale, scelta dei testi, prefazione, traduzione e note di
Silvio Bernardini, Garzanti, Milano 1997.

L. Tolstoj, Lettere agli zar, a cura di Sergio Bertolissi, tr. it. di Giuseppe Garritano, Laterza, Bari
1995.
L. Tolstoj, Perche la gente si droga? e altri saggi su societa, politica e religione, a cura di Igor
Sibaldi, Mondadori, Milano 1988.

Tolstoj oggi, a cura di Sante Graciotti e Vittorio Strada, con un saggio di Jurij Lotman, Sansoni,
Firenze 1980.
M. Bachtin, Tolstoj, a cura di Vittorio Strada, traduzione italiana di Nicoletta Marcialis e Olga
Strada, il Mulino, Bologna 1986.
R. Bartlett, Tolstoy. A Russian Life, Houghton Mifflin Harcourt, New York 2011 (Londra 2010).
P. Basinskij, Fuga dal paradiso. La vita di Lev Tolstoj, Castelvecchi, Roma 2014.
I. Berlin, Tolstoj e la storia, C.M. Lerici editore, Milano 1959.
176
I. Berlin, Il riccio e la volpe, Adelphi, Milano 1986.
H. Bloom, Leo Tolstoy, Chelsea House, New York 1986.
P.C. Bori, G. Sofri, Gandhi e Tolstoj. Un carteggio e dintorni, il Mulino, Bologna 1985.
P.C. Bori, L’altro Tolstoj, il Mulino, Bologna 1995.
P. Citati, Tolstoj, Adelphi, Milano 1996.
R. Coaloa, “L’altro Tolstoj” e la sua difficile corrispondenza con Moneta. Due lettere inedite di Lev
Nikolaevicˇ Tolstoj a Ernesto Teodoro Moneta, in “Annali di storia moderna e contemporanea”,
Istituto di storia moderna e contemporanea, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, anno
XIII, vol. 13, 2007.
R. Coaloa, Lev Tolstoj. Il coraggio della Verità, Edizioni della Sera, Roma 2015.
P. Cresson, Leon Tolstoi. Sa Vie, son oeuvre, Puf, Paris 1950.
R. Faggionato, L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa, Viella, Roma
2015.
A. Fodor, A Quest for a Non-Violent Russia: The Partnership of Leo Tolstoy and Vladimir Chertkov,
University Press of America, Laham-New York-Boston 1989.
H. Gifford, Tolstoj, il Mulino, Bologna 2003.
M. Gorki, Ricordi su Leone Tolstoi, Tatra Editore, Firenze 1944.
M. Gor’kij, Incontri, Se, Milano 1990.
S. Hessen, Leone Tolstoj, Casa editrice Avio, Roma 1954.
V. Lebrun, Devoto a Tolstoj, Lerici Editore, Milano 1963.
T. Mann, Goethe e Tolstoj, in Nobiltà dello spirito, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1953.
E. Marcucci, Studi su Tolstoi, Edizioni di “Religio”, Roma 1941.
A. Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell’Italia del Novecento,
prefazione di Goffredo Fofi, Donzelli, Roma 2006.
D. Merežkovskij, Tolstoj e Dostoevskij: vita, creazione, religione, tr. it. di A. Polledro, Laterza, Bari
1982.
F. Momigliano, Leone Tolstoi, A.F. Formiggini, Modena 1911.
V. Pozner, Tolstoj e morto, Adelphi, Milano 2010.
N. Puzin, The Leo Tolstoy House-Museum in Yasnaya Polyana, Yasnaya Polyana Publishing House
2010.
R. Rolland, Vie de Tolstoi, Hachette, Paris 1921 (1a ed. francese
1911), tr. it. di Alfredo Polledro, Sonzogno, Milano 1922; ora in Scrittori del mondo: i Nobel,
Romain Rolland, Vita di Tolstoi, Utet, Torino 1972, pp. 257-466.
A. Salomoni, Il pensiero religioso e politico di Tolstoj in Italia (1886-1910), Leo S. Olschki,
Firenze 1996.

V. Šklovskij, Tolstoj, tr. it. di Maria Olsúfieva, introduzione di Eridano Bazarelli, il Saggiatore,
Milano 1978.
I. Sibaldi, Introduzione e Cronologia, in Lev Tolstoj, Tutti i racconti, vol. 1, Mondadori, Milano
2005.
G. Steiner, Tolstoj o Dostoevskij, Garzanti, Milano 2005.
A.L. Tolstaja, La vita con mio padre, Castelvecchi, Roma 2014.
N. Tolstoj, I Tolstoj, Frassinelli, Milano 1985.
T. Tolstoj, Anni con mio padre, Garzanti, Milano 1976.
H. Troyat, Tolstoi, Fayard, Paris 1965.
177
C. Villa, Leone Tolstoi, Libreria Editrice Internazionale, Torino
1913.
N. Weisbein, L’evolution religieuse de Tolstoi, Librairie des Cinq Continents, Paris 1960.
A.N. Wilson, Tolstoy, Norton, New York 1988.
S. Zweig, Tre poeti della propria vita. Casanova, Stendhal, Tolstoi, Sperling & Kupfer, Milano
1945.


DATE MASTERCLASS
 - 22 e 23 Agosto 2025
- 24 Agosto Concerto finale e reading

​
Per informazioni ed iscrizioni:
Accademia Harmonia
+39 371 780 3500
​[email protected]
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